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Otto anni alla guida di ASeS – di Cinzia Pagni

Quando ripenso a questi otto anni alla guida di ASeS, il pensiero corre alle tante persone che ho avuto il privilegio di incontrare, alle comunità che mi hanno accolta e ai chilometri percorsi per conoscere realtà diverse e costruire relazioni. Penso ai soci, ai collaboratori, ai partner, ai volontari e a tutte le persone con cui ho condiviso questo cammino. Sono stati anni intensi, non sempre semplici.
Oggi mi chiedo se avrei potuto fare di più o prendere decisioni diverse. Forse sì. Ma con convinzione e serenità posso dire che ho sempre cercato di guidare ASeS nel pieno rispetto della sua missione, interpretandone i valori con responsabilità, coerenza e spirito di servizio.

È stata proprio questa convinzione a guidare il mio modo di interpretare questo incarico. Ho sempre creduto che la cooperazione non significasse portare soluzioni già pronte, ma costruire relazioni autentiche, ascoltare le comunità e valorizzare le competenze dei territori, accompagnare le persone nel loro percorso di crescita, nel rispetto delle culture, dell’ambiente e dei principi dello sviluppo sostenibile. Quella visione è la stessa che ho cercato di condividere con chi ha lavorato al mio fianco, nella convinzione che la cooperazione sia prima di tutto uno scambio: si condividono competenze, ma si ascolta, si impara e si cresce insieme, in Italia e nei Paesi in cui ASeS opera.
In questi anni il mondo è cambiato profondamente. Abbiamo attraversato una pandemia, assistito al moltiplicarsi dei conflitti, visto crescere gli effetti del cambiamento climatico, le disuguaglianze e una crisi alimentare che continua ancora oggi a colpire milioni di persone.
Di fronte a questi cambiamenti ho sentito che anche ASeS dovesse allargare il proprio sguardo senza perdere la propria identità. Ho ritenuto che, per portare avanti con maggiore efficacia la nostra missione, fosse importante darle un respiro sempre più internazionale.
Per questo abbiamo lavorato affinché ASeS ottenesse lo status consultivo speciale presso l’ECOSOC delle Nazioni Unite, uno strumento importante per rafforzare il nostro impegno e contribuire, anche a livello internazionale, al dialogo sui temi dello sviluppo rurale e della cooperazione.
Avere uno sguardo più ampio ha significato esserci quando le emergenze lo hanno richiesto. Lo abbiamo fatto promuovendo raccolte di derrate alimentari e iniziative di solidarietà in risposta alle crisi che si sono susseguite in questi anni, in Italia e nei Paesi in cui operiamo, nella convinzione che cooperazione significhi anche saper rispondere con tempestività ai bisogni delle persone e delle comunità più vulnerabili.
Il mio obiettivo non è mai stato soltanto realizzare progetti, ma promuovere una cultura della cooperazione, dello sviluppo sostenibile e della solidarietà. Le donne e i giovani hanno rappresentato una priorità costante del mio impegno. Le donne, perché in ogni parte del mondo svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle proprie comunità. I giovani, perché investire nella loro formazione significa costruire il futuro. Lo abbiamo fatto attraverso il Servizio Civile Universale, ma anche sostenendo percorsi di crescita nei Paesi in cui operiamo, con la convinzione che valorizzare le nuove generazioni significhi rafforzare il futuro delle comunità.
Con lo stesso spirito abbiamo promosso momenti di confronto e sensibilizzazione sui grandi temi dello sviluppo sostenibile, e dell’Agenda 2030, ideando la mostra fotografica “Foodporn vs Foodpoor”, dedicata al rapporto tra spreco alimentare e denutrizione, gli incontri dedicati alle donne rurali e la pubblicazione annuale che racconta il lavoro svolto.
Ho sempre ritenuto che la trasparenza fosse uno dei valori fondamentali di ASeS. Per questo mi sono impegnata nella realizzazione del Bilancio sociale, convinta che raccontare con chiarezza il lavoro svolto significhi valorizzare l’impegno di tante persone e rafforzare il rapporto di fiducia con soci, sostenitori, partner e comunità.
Sono stati anni che porterò sempre con me e per i quali desidero ringraziare il Consiglio di amministrazione, lo staff, i cooperanti, i volontari, i partner e tutte le persone che, in Italia e nei Paesi in cui operiamo, hanno condiviso responsabilità, competenze e passione.
Un ringraziamento particolare va anche a CIA – Agricoltori Italiani. In questi anni abbiamo camminato insieme, condividendo valori, obiettivi e una visione comune dell’agricoltura come strumento di sviluppo, inclusione e cooperazione. Ho sempre sentito la fiducia e il sostegno di CIA, che ha accompagnato il percorso di crescita di ASeS nel rispetto della sua identità, della sua missione e del ruolo che è chiamata a svolgere.
Mi piace pensare che ASeS continui il proprio cammino con lo stesso spirito che ne ha accompagnato la crescita in questi anni, continuando a valorizzare i territori, promuovere relazioni, costruire opportunità e contribuire a uno sviluppo sempre più giusto, sostenibile e condiviso.

CINZIA PAGNI

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