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Senegal, dove il lavoro delle donne tiene insieme campi e famiglie

Tra i tanti Paesi nei quali ASeS ha lavorato e continua a lavorare c’è il Senegal, Paese dai mille colori, dai sorrisi che incontri quasi ovunque e da un calore umano che non può non rimanere. Un Paese ricco di bellezza, ma anche segnato da difficoltà concrete, soprattutto nelle aree rurali. Tra le sfide maggiori c’è quella dell’accesso all’acqua, sia potabile sia per irrigare. Il cambiamento del clima, le piogge sempre meno facili da prevedere e i lunghi periodi di siccità pesano sull’agricoltura e quindi sulla vita delle famiglie. Per chi vive di agricoltura sapere quando seminare, poter irrigare e riuscire a portare a termine un raccolto non è un dettaglio, ma parte della vita quotidiana.

Pur tra tante difficoltà, nelle campagne c’è un elemento che colpisce: il lavoro e il ruolo delle donne. Sono loro, molto spesso, a tenere insieme tante cose: la famiglia, i bambini, gli anziani, il lavoro nei campi, la trasformazione dei prodotti e, quando è possibile, anche la loro vendita.

Le incontri nei campi, negli orti, nei piccoli laboratori. Ma soprattutto le incontri insieme, a collaborare. Uno degli aspetti che colpisce è proprio la capacità di organizzarsi. Le donne si riuniscono, formano gruppi, dividono il lavoro, condividono strumenti, conoscenze ed esperienze. Non significa che tutto funzioni sempre o che non esistano difficoltà e contrasti. Significa però che, in molte delle realtà incontrate, esiste una forte abitudine alla collaborazione.

«Le donne hanno un ruolo molto importante nella produzione e soprattutto nella trasformazione degli alimenti», racconta Tina De Denaro, project manager ASeS in Senegal. Coltivare, infatti, è soltanto una parte del lavoro.

Bisogna poi conservare ciò che si produce, trasformarlo, evitare che vada perso e trovare il modo di venderlo. Un passaggio fondamentale soprattutto per le piccole produzioni, perché può trasformare il raccolto in una reale possibilità di reddito. È anche su questo che negli anni ASeS ha lavorato insieme ai produttori e alle produttrici senegalesi: agricoltura, accesso all’acqua, formazione, trasformazione dei prodotti e possibilità di raggiungere il mercato. Non si parte da zero e non si arriva con soluzioni già scritte. Si parte da ciò che esiste, da quello che è riconosciuto e consolidato nei territori. Si parte dall’ascolto e dalla collaborazione, dalle persone, dalle conoscenze, dai gruppi e dalle abitudini di lavoro.

Poi si prova ad aggiungere qualcosa che possa servire davvero.E in molte delle realtà rurali che abbiamo conosciuto questo significa incontrare donne che coltivano, trasformano, vendono e che, giorno dopo giorno, tengono insieme una parte importante della vita delle loro famiglie e dei loro villaggi. Anche questo è il Senegal.

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