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ASeS, i rappresentanti Paese in Italia per una settimana di incontri, confronto e lavoro comune

Una settimana per confrontarsi e ritrovarsi come squadra. Per la prima volta, in occasione del passaggio di consegne alla presidenza di ASeS, tutti i rappresentanti Paese sono arrivati in Italia per accompagnare un momento importante nella vita dell’Ong e condividere nuovi percorsi di lavoro.

Il cambio alla guida di ASeS, con il saluto a Cinzia Pagni e la nomina del nuovo presidente Dario Olivero, è stato così anche l’occasione per rafforzare legami, mettere insieme esperienze diverse e guardare alle prossime sfide con una visione comune. In Italia sono arrivati Luigi e Rolando dal Paraguay, Daniele, Felicidade e Delson dal Mozambico e Tina dal Senegal.

La settimana si è aperta in Lombardia, con una prima cena insieme nell’agriturismo di Dario Olivero, alla vigilia dell’Assemblea di ASeS. Il giorno successivo, alla Masseria di Cisliano, bene confiscato alla criminalità organizzata e oggi restituito alla comunità, si è svolto il passaggio di consegne tra Cinzia Pagni e Dario Olivero. Presenti anche Niccolò Zavattoni, responsabile dei progetti in Italia, e il direttore Claudio Guccinelli. Non si è trattato solo di un importante momento istituzionale, ma dell’avvio di una settimana di lavoro caratterizzata da confronto, analisi, scambio di visioni e idee.

Dopo la Lombardia, la tappa successiva è stata in Toscana, dove la delegazione ha incontrato alcuni referenti di Cia Toscana per un approfondimento dedicato all’agricoltura sociale. Un confronto utile per conoscere esperienze, strumenti normativi e opportunità sviluppate sul territorio regionale, ma anche per ragionare su come alcuni modelli possano essere letti, adattati e valorizzati nei diversi Paesi in cui ASeS opera.

L’agricoltura sociale è stata il filo conduttore di molti passaggi: non solo come attività produttiva, ma come spazio di inclusione, formazione, lavoro, relazione con le comunità e cura dei territori.

La giornata si è conclusa a Livorno con un incontro con i giovani del Rotaract, una realtà attenta e sensibile, già vicina ad ASeS attraverso il sostegno al progetto “Un seme per il domani” a Matola Rio, in Mozambico. Un momento informale, ma importante, per raccontare come anche il contributo di una comunità locale possa diventare parte di un percorso più ampio di cooperazione.

La terza tappa ha portato la delegazione a Roma. Qui il lavoro si è concentrato sulla comunicazione, sulla condivisione degli obiettivi e sul racconto dei progetti nei diversi contesti. A Roma c’è stato anche un momento di team building tra le vie della città. Un gioco solo in apparenza: in realtà un modo per conoscersi meglio, rafforzare legami, mettere insieme energie e ritrovarsi come squadra attorno a una visione comune.

Gli ultimi giorni prima della partenza sono stati dedicati ancora al confronto nella Capitale: il ruolo della cooperazione, le difficoltà e le esigenze di ogni Paese, le idee, le proposte, i possibili sviluppi e gli strumenti di lavoro condivisi. Un tempo utile per saldare relazioni, mettere a fuoco priorità e costruire nuovi passaggi tra la sede italiana e i Paesi in cui ASeS è presente.

Da Milano a Cisliano, dalla Toscana a Roma, questa settimana ha raccontato bene il senso di ASeS: costruire relazioni, condividere competenze e trasformare l’agricoltura in uno strumento concreto di sviluppo, inclusione e futuro.

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