Alpe Brunedo, dove l’agricoltura sociale diventa valore per il territorio
Maggio è uno dei mesi in cui la montagna cambia volto. Il bianco della neve lascia spazio al verde dell’erba, le giornate si allungano e l’alpeggio torna a vivere con una luce diversa. È un passaggio di stagione che ci ricorda quanto ogni ambiente debba prima di tutto essere rispettato e che oggi, dopo mesi di lavoro, ci consente di guardare con orgoglio agli interventi portati a termine nell’ambito del progetto Alpe Brunedo – Resilienza e inclusione nelle terre alte, sostenuto da Fondazione Cariplo nell’ambito del Bando Ruralis.
Il progetto si avvia verso la sua conclusione. Capofila è Contina Cooperativa Sociale, con ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo e il Comune di Gravedona ed Uniti come partner.
Con questo progetto ASeS ha raccontato l’agricoltura sociale nel modo che conosce meglio: attraverso il lavoro, i luoghi e le persone. Perché per noi agricoltura sociale significa creare occasioni concrete, far crescere competenze, recuperare spazi e costruire relazioni intorno a un territorio La neve e le condizioni meteo hanno rallentato alcune attività, ma non hanno fermato il percorso. Sono proseguiti gli interventi sugli spazi, sul laboratorio polifunzionale, sull’impianto fotovoltaico, sulle strutture e sulla segnaletica che oggi accompagna fino all’alpeggio.



Ad Alpe Brunedo tutto questo ha preso forma dentro un contesto preciso: un vecchio alpeggio, una struttura da recuperare, ettari di pascolo e bosco, una montagna da custodire e una comunità da coinvolgere. Il progetto nasce proprio da questa idea: non lasciare che un bene del territorio perda funzione, ma restituirgli un ruolo nuovo, capace di tenere insieme attività agricole, turismo lento, produzioni locali e percorsi di inclusione.
Anche i lavori più semplici, come la posa delle piastrelle, la sistemazione degli ambienti o l’installazione dei nuovi cartelli, raccontano una parte importante del progetto: rendere un luogo accessibile, riconoscibile e pronto ad accogliere. Per chi arriverà ad Alpe Brunedo, alcuni cartelli racconteranno anche cosa sta dietro questo recupero: non solo un intervento su una struttura, ma un percorso nato per unire agricoltura, inclusione, accoglienza e cura della montagna.
Il valore di Ruralis sta proprio in questo: creare uno spazio di accoglienza per turisti, camminatori, ciclisti, gruppi e scuole, ma anche un luogo in cui rafforzare attività agricole e produttive legate al territorio. Il laboratorio polifunzionale, l’orto delle erbe aromatiche, la trasformazione dei prodotti locali e la manutenzione del paesaggio sono attività diverse, ma raccontano lo stesso percorso: rimettere l’alpeggio dentro la vita del territorio.



È stato un impegno importante, in cui la fatica è stata accompagnata da un’idea chiara: l’agricoltura non produce solo cibo. Produce legami, competenze, responsabilità e comunità. Così ogni luogo presidiato diventa anche un pezzo di territorio sottratto all’abbandono. Ogni attività che riparte è una possibilità in più per chi vive la montagna, per chi la attraversa e per chi può trovare nell’agricoltura un’occasione di crescita personale e professionale.
Le borse lavoro e i percorsi di inserimento rappresentano uno degli elementi più significativi del progetto. Le persone coinvolte si sono messe alla prova, hanno acquisito competenze, hanno partecipato alla manutenzione e alla tutela del territorio, alla cura di un luogo e a un lavoro condiviso.
È questo il punto che, come agricoltori, riconosciamo con forza. La terra è uno spazio concreto. Chiede presenza, continuità, attenzione. Non permette scorciatoie. Proprio per questo può diventare anche uno strumento educativo, sociale ed economico.
