Mozambico dopo l’alluvione: una comunità che guarda avanti e riparte
Sono passate quasi sette settimane dalle alluvioni che, a metà gennaio, hanno colpito alcune aree del Mozambico meridionale. L’acqua si è ritirata, ma le conseguenze della crisi climatica restano profonde. Case distrutte, campi sommersi, raccolti perduti. In molte comunità la vita quotidiana è stata improvvisamente azzerata.
Oggi il Paese si trova in una fase delicata: l’emergenza non è terminata, ma accanto agli aiuti umanitari sta iniziando lentamente anche il lavoro di ricostruzione. ONG, organizzazioni internazionali e sistema multilaterale stanno affiancando il governo mozambicano nel garantire assistenza alimentare, supporto sanitario e materiali essenziali per consentire alle famiglie di tornare a vivere in condizioni dignitose.



Gli effetti della crisi climatica sono sempre più evidenti anche in Europa. In Mozambico, però, l’impatto assume dimensioni ancora più drammatiche perché colpisce uno dei Paesi con minori risorse al mondo. Quando un’alluvione distrugge case e campi agricoli, per molte famiglie significa perdere tutto: il cibo, il lavoro e l’unica fonte di reddito. In questo contesto sono soprattutto le donne a sostenere la vita delle comunità. In Mozambico sono loro che coltivano la terra, gestiscono il cibo, si prendono cura dei figli e tengono insieme la famiglia. Quando la crisi climatica colpisce, sono spesso le prime a cercare soluzioni per ricominciare.
Tra il 22 gennaio e l’11 marzo 2026, grazie all’attivazione delle cucine comunitarie negli ospedali di Xinavane e Ilha Josina Machel, sono stati distribuiti 5.466 pasti caldi attraverso 68 turni di cucina, sostenendo l’alimentazione di 1.408 pazienti ricoverati, 2.841 bambine e bambini e 1.217 adulti. Parallelamente, ASeS ha sostenuto 90 famiglie — per un totale di 662 persone — nelle comunità di Xinavane e Ilha Josina Machel attraverso la distribuzione di kit alimentari familiari e zanzariere. Con i kit per l’igiene e la prevenzione del colera sono state invece raggiunte 388 famiglie, pari a 2.695 persone, tra Xinavane, Ilha Josina Machel e Hobjana.
Oggi, mentre l’emergenza immediata viene progressivamente contenuta, emerge con forza una nuova priorità: ricostruire i mezzi di sussistenza. La crisi climatica ha distrutto 275.405 ettari di coltivazioni, cancellando raccolti e piccole entrate economiche che permettevano alle famiglie rurali di sopravvivere.
Per questo motivo, accanto all’assistenza alimentare, è fondamentale sostenere il ritorno alla produzione agricola. ASeS sta preparando kit di sementi destinati alle comunità colpite, con particolare attenzione alle donne in condizioni di maggiore fragilità, affinché possano tornare a coltivare la terra e riattivare il ciclo di semina, crescita e raccolto.A Ilha Josina è stato inoltre avviato un piccolo pollaio comunitario, pensato per garantire alle famiglie una fonte stabile di proteine e migliorare la qualità della dieta quotidiana.
Nei prossimi mesi l’assistenza umanitaria resterà comunque indispensabile per evitare un peggioramento delle condizioni di vita delle comunità colpite. Il rischio di malnutrizione, disidratazione ed epidemie — in particolare il colera — resta concreto, soprattutto tra le famiglie sfollate e i nuclei più vulnerabili.
Allo stesso tempo prosegue il lavoro per recuperare gli orti comunitari, oggi gravemente danneggiati dalle alluvioni. L’obiettivo è avviare coltivazioni a ciclo breve che permettano di ottenere i primi raccolti nel minor tempo possibile, rafforzando la sicurezza alimentare e l’autonomia economica delle comunità.
Il 14 febbraio scorso, intervenendo al Summit dell’Unione Africana ad Addis Abeba, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha ricordato una realtà che qui appare evidente:
«I popoli africani non hanno causato la crisi climatica, eppure ne pagano un prezzo sproporzionato. Si tratta di un’ingiustizia climatica, pura e semplice».In Mozambico questa ingiustizia si traduce nella fatica quotidiana di comunità che, pur avendo contribuito pochissimo alle emissioni globali, si trovano oggi a ricostruire la propria vita dopo l’ennesimo disastro climatico.
Per questo continuare a sostenere queste persone significa contribuire non solo alla risposta all’emergenza, ma anche alla possibilità concreta di ripartire. Il tuo aiuto può fare la differenza.
È possibile contribuire in due modi:
Online (Produzioni dal Basso):
https://www.produzionidalbasso.com/project/emergenza-alluvioni-mozambico/
Oppure con bonifico bancario:
IBAN: IT82Z0306909606100000012790
Intestato a: Agricoltori Solidarietà e Sviluppo
Causale: Donazione per emergenza alluvioni in Mozambico
