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Imparare dagli alberi a dare Valore a ciò che la Natura ci dona

Questo testo è stato scritto da Filippo, volontario del Servizio Civile Universale con ASeS in Senegal, in occasione della Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare. Un racconto personale che nasce dall’esperienza sul campo e dal lavoro quotidiano con le comunità locali.

Ogni anno, il 5 febbraio, l’Italia si ferma per riflettere su quanto cibo viene sprecato e su quante persone, nel mondo, non ne hanno abbastanza. È la Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare. Sprecare cibo non è solo un danno umano concreto che affligge milioni di persone in tutto il mondo; è anche un profondo danno ambientale. Il consumo sconsiderato di alimenti (soprattutto da parte dei Paesi del Nord e dell’Ovest del mondo) comporta uno sperpero di risorse che il pianeta produce, con cura e pazienza, nei suoi lunghi cicli naturali e che noi, spesso con noncuranza, finiamo per gettare via.

In Senegal, Paese in cui sto svolgendo il mio anno di Servizio Civile presso ASeS, lo spreco alimentare rappresenta un problema grave. Secondo alcune stime, le perdite post-raccolto possono arrivare anche al 30% (Benedict, 2024). Inoltre, l’agricoltura rappresenta circa il 16% del PIL: un dato che aiuta a capire quanto lo spreco alimentare pesi anche dal punto di vista economico, in un Paese che ha una forte dipendenza dal settore agricolo e che, nonostante il grande potenziale, importa ancora molto.

Per questi motivi, lottare contro lo spreco alimentare non riguarda solo le quantità di cibo consumate e il modo in cui vengono consumate, ma anche la cura dell’ambiente che le produce. In quest’ottica, il progetto “Albero Maestro”, che noi volontari del Servizio Civile presso ASeS stiamo portando avanti in Senegal, mira a prendersi cura dell’ambiente attraverso la piantumazione di alberi e, essendo alberi da frutto, a contribuire anche a un’alimentazione sana, varia e naturale, nel rispetto dei ritmi della natura.

Accanto alla piantumazione, il progetto prevede anche momenti di formazione: per spiegare ad alunni, insegnanti e comunità scolastica come prendersi cura degli alberi appena piantati, ma anche quanto sia importante dare valore ai frutti, alle risorse che la natura ci offre, e all’importanza di una dieta varia per il benessere dei bambini e per l’ambiente stesso.

Piantare alberi da frutto e organizzare formazioni sulla cura dell’ambiente e su un’alimentazione sana, da soli, non possono risolvere l’enorme problema dello spreco di cibo. Ma il senso di un progetto così, nelle scuole elementari, è sviluppare fin da subito nei bambini e nelle bambine una conoscenza dell’ambiente e, insieme, un’attenzione verso i prodotti della natura e i cicli dell’ecosistema in cui viviamo.

Piantare un albero, attenderne la crescita, curarne lo sviluppo, osservare la maturazione del frutto e infine raccogliere il risultato di quell’attesa e consumarlo nel modo migliore non è solo un esercizio pedagogico sul valore dell’attesa; è anche, e soprattutto, una lezione sul rispetto dei tempi della natura e sulle risorse che ci dona da sempre. Credo che, conoscendone e osservandone il processo, si impari ancora meglio quanto sia importante evitare ogni forma di spreco. In fondo, non ci sono maestri migliori degli alberi: con la loro crescita graduale ci insegnano il valore delle piccole cose, ad apprezzarle e a non sprecarle.

Se vuoi conoscere e sostenere il progetto “Albero Maestro” e contribuire alla piantumazione e alle attività educative nelle scuole, puoi farlo qui https://www.produzionidalbasso.com/…/il-frutteto-maestro

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