Il Senegal, terra della Teranga: i miei primi quattro mesi di servizio civile
Dal Senegal, una voce dal campo.
Filippo è uno dei volontari del Servizio Civile Universale in Senegal. In questo racconto condivide i suoi primi mesi di esperienza e il lavoro che sta accompagnando la nascita del progetto #ALBEROMAESTRO, una raccolta fondi pensata insieme ai volontari SCU per portare alberi da frutto e educazione ambientale nelle scuole. Le sue parole raccontano il contesto, le persone e il senso di un progetto che nasce dall’ascolto e dal lavoro quotidiano sul territorio.
“L’Ospitalità, l’accoglienza, la convivialità del cibo, la musica, i colori, la natura tutto questo si
può benissimo riassumere in una parola: “Teranga”, termine in wolof (una delle principali
lingue del Senegal) che esprime proprio questo spirito che caratterizza il Senegal di grande
accoglienza, condivisione e calore umano. In questi miei primi quattro mesi che ho vissuto
qua posso dire che non c’è termine più adatto. Mi chiamo Filippo, ho 22 anni e sto
svolgendo il mio anno di servizio civile universale presso l’ong italiana ASeS nella sua sede
estera in Senegal. È la mia prima volta in questo grande continente che è l’Africa e in questo
piccolo stato subsahariano e devo dire che fino ad ora è stata un’esperienza magica, ricca di
avventure ma soprattutto scoperte. Come dicevo all’inizio, il Senegal è la terra della
“Teranga” cioè dell’accoglienza e convivialità, di un pasto condiviso, soprattutto il
tradizionalismo “Thiebou diene” (piatto molto diffuso a base di riso, pesce e verdure, il tutto
ben aromatizzato dalle più svariate salse e spezie), dell’ataya (il tè verde senegalese)
bevuto insieme dopo averne aspettato la preparazione con pazienza e tra qualche
chiacchiera. Insomma, il Senegal mi sta insegnando già tante cose dai valori dell’attesa e
della condivisione, alla bellezza di un saluto per vedere il sorriso nelle persone che si
incrociano per strada.



ASeS in Senegal promuove e attua progetti per lo sviluppo rurale attraverso attività di
agricoltura sostenibile e formazioni mirate sul tema dell’agroecologia ma anche
dell’importanza di una dieta varia e ricca di frutta e verdura. Si sviluppano sistemi per
cercare di affrontare al meglio gli effetti del cambiamento climatico e della stagione delle
piogge seguita dalla lunga stagione secca. È proprio su queste tematiche che si sono svolte
le mie prime attività in quanto volontario del servizio civile. Infatti, insieme alla mia collega e
amica, anche lei volontaria del servizio civile, Khady, ci siamo occupati fin da subito di un
attento lavoro di raccolta dati e informazioni per strutturare al meglio quella che è un’analisi
di contesto, in questo caso del Senegal e in particolare della regione di Thiès (un’importante
regione agricola che si estende dal mare a zone più interne subito a est di Dakar), in modo
da avere le informazioni necessarie e fondamentali per la scrittura dei progetti identificando
quelle che sono le necessità, le criticità ma anche i rischi delle zone in cui possiamo
lavorare.
Più recentemente invece, io e Khady stiamo lavorando insieme all’altra volontaria del
servizio civile dall’Italia, Giada, ad una piccola raccolta fondi per il progetto “L’Albero
Maestro”. Tale progetto ha l’obiettivo di realizzare due frutteti in due scuole elementari della
periferia di Dakar, nei comuni di Pikine e Guédiawaye, attraverso la piantumazione di circa
35/40 alberi da frutto appunto e in aggiunta delle formazioni per i bambini sull’importanza di
mangiare frutta e avere una dieta varia e sul ruolo cruciale che hanno gli alberi per la cura
dell’ambiente in cui noi tutti viviamo. È la prima volta che mi occupo di un progetto, insieme
a Khady e comunque seguiti dalla nostra responsabile Tina, e devo dire che è molto
interessante quanto stimolante e impegnativo. Sto imparando tantissimo sul mondo della
cooperazione e della scrittura dei progetti come anche delle raccolte fondi e di quanto saper
raccontare le storie del luogo in cui ci si trova sia fondamentale. Vedere i bambini giocare
nelle scuole, parlare con gli insegnanti e i direttori e sentirli genuinamente interessati non
solo al progetto in sé ma anche ad un reale miglioramento dell’ambiente scolastico, sia dal
punto di vista climatico, grazie alla presenza degli alberi, ma anche qualitativo per il
benessere degli studenti.
l Senegal sino ad ora mi sta regalando tante emozioni, tante sfide, paesaggi nuovi e
meravigliosi, il vento dell’oceano che soffia sempre forte su Dakar, gli alberi di baobab che
imponenti ti trasmettono sicurezza ma anche presenza. Ma più di tutto il Senegal mi sta
regalando il sorriso delle persone che permettono anche a me di ritrovarmi, di mettermi in
gioco proprio perché so che qua, nella terra della “teranga”, sono sempre pronti ad
accoglierti con piacere e con un buon piatto da condividere, vivendo la giornata coccolati dal
caldo sole e dal vento del mare. Insomma, questa terra mi sta insegnando che condividere,
sorridere e attendere con calma sono forme diverse di felicità. E forse è proprio questa la
magia calorosa della Teranga“
Vuoi conoscere meglio il progetto l’ Albero Maestro?
Clicca sul link e contribuisci a renderlo possibile: https://www.produzionidalbasso.com/project/il-frutteto-maestro/
