I ponti della cooperazione: il pensiero di Cinzia Pagni, presidente di ASeS
La presidente di ASeS Cinzia Pagni racconta una cooperazione fondata sul rispetto, sulla reciprocità e sulla dignità delle persone. Un impegno che unisce Africa, America Latina e Italia, costruendo ponti tra comunità, istituzioni e futuro.
«I nostri progetti sono ponti verso il mondo». È da questa immagine che prende forma il pensiero di Cinzia Pagni, presidente di ASeS, l’ONG che opera nella cooperazione internazionale con un approccio fondato sul rispetto, sulla reciprocità e sulla dignità delle persone. Ponti costruiti per arrivare i territori in punta di piedi, senza mai assumere il ruolo di colonizzatori, ma entrando nelle comunità con ascolto, cautela e profondo rispetto per chi le abita.
L’azione di ASeS nasce dalla convinzione che il futuro si costruisca insieme. Ogni progetto non è pensato solo per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali, ma anche per generare un cambiamento in chi quei progetti li promuove. La cooperazione, in questa visione, non è a senso unico: è uno scambio che arricchisce entrambe le parti e che contribuisce a migliorare la vita sul pianeta che ci ospita.
ASeS è presente in diversi Paesi del mondo. Opera in Senegal, in Mozambico e in Paraguay, dove collabora con le comunità, le istituzioni e altre ONG, e sta avviando nuovi percorsi in altri contesti. Ogni intervento è pensato tenendo conto delle ricadute che ha non solo nei territori in cui si realizza, ma anche nelle comunità di origine, in Italia. Perché ciò che accade altrove ha sempre un riflesso diretto sul nostro modo di vivere e di guardare il mondo.
Ogni Paese, sottolinea Pagni, ha le proprie peculiarità, fragilità, tradizioni e culture. Per questo ASeS parte sempre da una base paritetica, lavorando fianco a fianco con le popolazioni locali. È anche per questo che, ovunque sia intervenuta, l’ONG ha trovato accoglienza, conoscenza e rispetto reciproco: non si sono creati ostacoli culturali, perché il valore riconosciuto e condiviso è quello della dignità della persona e del riscatto sociale delle comunità coinvolte, indipendentemente dal Paese in cui si opera.
Il dialogo con le istituzioni è generalmente positivo, aperto e collaborativo. Le amministrazioni locali, pur spesso prive delle risorse necessarie, dimostrano disponibilità, mettendo a disposizione spazi come case di comunità o presidi sanitari. Un cammino condiviso, ricorda la presidente di ASeS, perché la povertà cresce ovunque. In questi casi, le persone non sanno più a chi rivolgersi quando si trovano in difficoltà: ASeS cerca quindi di affiancare le amministrazioni comunali, diventando uno strumento della collettività e offrendo opportunità concrete agli ultimi e a chi ha maggiore bisogno. Un lavoro che prosegue sia nei momenti di stabilità sociale sia in quelli di tensione, sempre con grande cautela e rispetto dei contesti politici e sociali.
Alla base di questo impegno c’è una vocazione chiara: essere cittadini del mondo. Significa andare avanti anche quando le condizioni sono complesse, procedendo a piccoli passi e offrendo il contributo possibile, nella consapevolezza che anche un intervento limitato può fare la differenza. La cooperazione, in questa prospettiva, non è solo insegnare, ma anche imparare.
Viaggiare, incontrare altri modelli di vita e di sviluppo aiuta a guardare la realtà con occhi nuovi. È così che ASeS riflette anche su ciò che sta accadendo in Italia: anche nel nostro Paese, nel nostro vicinato, molte persone vivono in povertà assoluta, mentre si assiste al ritorno dei grandi appezzamenti agricoli a discapito dei piccoli produttori.

Un segnale che, secondo Pagni, non va sottovalutato e che impone una riflessione profonda sul diritto a restare nei territori, soprattutto nelle aree più periferiche e disagiate, dove la dignità delle persone rischia di venire meno.
Questa consapevolezza porta ASeS a interrogarsi costantemente sulla direzione dei propri progetti e sul futuro delle comunità. Quale modello di sviluppo vogliamo? Quale tipo di società intendiamo costruire? Domande ancora più urgenti in un Paese in cui avanza non solo la povertà relativa, ma anche quella assoluta.
Guardando al futuro, l’attenzione si concentra in particolare sui giovani. Nel 2026 ASeS avvierà nuovi progetti e nuove opportunità, tra cui percorsi di viaggio solidale. Non solo dall’Italia verso l’Africa e l’America Latina, ma anche in senso inverso, per favorire scambi reali e paritari. Perché costruire ponti, conclude idealmente Cinzia Pagni, significa creare legami che permettano a tutti di crescere, insieme.
