TrasformAzione, due luoghi, una visione comune: dignità, inclusione, rigenerazione
C’è un filo sottile e resistente che collega Milano e Zinasco, tra la città e la provincia, tra un terreno sottratto alla criminalità e uno riportato alla vita dopo l’abbandono. È il filo di trasformAzione, un progetto agricolo e sociale, ma prima ancora umano, che mette al centro il lavoro, la comunità e il diritto a non restare indietro.
A Milano, nel cuore dell’area di Quinto Sole, si sta aprendo una nuova possibilità: un terreno confiscato alla criminalità organizzata diventa bene comune, spazio di cittadinanza attiva e agricoltura sociale. Qui, il progetto prevede la coltivazione di erbe officinali e aromatiche, la creazione di percorsi didattici e sensoriali per le scuole, e l’attivazione di servizi di accoglienza. Gli ospiti della Comunità UCPTE sono già al lavoro: nelle scorse settimane hanno avviato lo sgombero dell’area, rimuovendo materiali e legname accumulati nel tempo. Un gesto concreto, che anticipa il senso del progetto: restituire significato ai luoghi partendo dall’impegno di chi li abita e li cura.
A Zinasco Vecchio (PV), nella sede della Comunità UCPTE – Casa Arturo, il lavoro è già a pieno ritmo. Lì, su un terreno di circa 1250 mq, prima incolto, si coltiva il futuro, con attenzione e metodo. Il campo è stato lavorato, concimato, fresato a fondo, poi ripulito da erbacce e sassi, e livellato per evitare ristagni d’acqua. Dopo la stesura del telo pacciamante, sono iniziate le piantumazioni di pomodori, con distanze precise tra le piante. L’irrigazione manuale, ancora oggi faticosa, verrà presto facilitata dall’attivazione di un pozzo dedicato, già realizzato per rendere il lavoro più sostenibile.



Il progetto trasformAzione, con durata triennale, è promosso dalla cooperativa agricola sociale Madre Terra, finanziato da Fondazione Cariplo e realizzato in collaborazione con ASeS – Agricoltori Solidarietà e Sviluppo e la Comunità UCPTE. I suoi assi portanti sono chiari: da una parte l’agricoltura sociale come leva di inclusione, dall’altra la sostenibilità ambientale come pratica concreta di rigenerazione. Nel mezzo ci sono le persone. Quelle che, attraverso la terra, ricostruiscono sé stesse. Quelle che, lavorando, scoprono competenze nuove e vecchie ferite che si rimarginano. Quelle che, da fragili, diventano protagoniste. A Milano come a Zinasco, il progetto attiva borse Lavoro, crea opportunità e sperimenta un modello dove la marginalità non è una condanna, ma un punto di partenza. Per ASeS, tutto questo non è un compito in più: è la ragione stessa del nostro lavoro. Perché crediamo che l’inclusione passi dal fare, che la terra possa restituire dignità, e che i progetti sociali debbano generare impatto vero, umano, quotidiano.Non c’è trasformazione senza relazione. E trasformAzione è proprio questo: una relazione nuova tra luoghi e persone



