Costruire futuro senza consumarlo
Viviamo tempi davvero complicati e ogni giorno la bellezza e l’unicità del Pianeta sono messe a rischio da guerre, conflitti, calamità naturali, cambiamento climatico, crescenti consumi e sprechi.
Le alte temperature registrate negli ultimi anni stanno modificando gli equilibri climatici e naturali, con conseguenze sugli ecosistemi e sulle diverse forme di vita. Un fenomeno destinato a restare centrale: secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, nei prossimi anni le temperature globali continueranno probabilmente a mantenersi su livelli prossimi ai record.
A questo si aggiunge la crescente pressione sulle risorse idriche. Un problema che riguarda anche i Paesi industrializzati, ma che diventa ancora più grave nelle aree già segnate da stress idrico, povertà e maggiore vulnerabilità degli ecosistemi. Secondo i dati diffusi da OMS e UNICEF, ancora oggi, 2,1 miliardi di persone non dispongono di acqua potabile gestita in sicurezza. Cambiamento climatico, scarsità d’acqua e degrado degli ecosistemi esercitano una pressione crescente anche sull’agricoltura, sugli allevamenti e sulla possibilità di garantire un’alimentazione sana e adeguata.
La fame e la malnutrizione restano infatti una realtà per milioni di persone e, nonostante alcuni segnali di miglioramento, siamo ancora molto lontani dagli obiettivi fissati dall’Agenda 2030. L’obiettivo Fame Zero (l’Obiettivo 2 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite) è purtroppo tra i più lontani dall’essere raggiunto a livello globale. Tutto questo può aggravare povertà e disuguaglianze e contribuire, insieme a molti altri fattori, a spingere persone e comunità alla ricerca di nuove opportunità.
Le risorse non sono infinite. La pressione su acqua, suolo, biodiversità e sistemi agricoli ci ricorda quanto sia fragile l’equilibrio dal quale dipendiamo. E’ dunque fondamentale adottare modelli di sviluppo sostenibile. Proteggere queste risorse e impegnarci per non sprecarle non significa soltanto tutelare l’ambiente. Significa difendere la possibilità di produrre cibo, creare reddito, vivere dignitosamente nei propri territori e costruire opportunità per le generazioni future.
Sono principi che teniamo bene a mente ogni volta che formuliamo un progetto, in Italia o all’estero. Siamo consapevoli che non esistono risposte uguali per tutti. Cambiano i territori, cambiano le risorse disponibili, cambiano le condizioni economiche e sociali e, soprattutto, cambiano le necessità delle persone e delle comunità. Ecco perché deve esserci prima di tutto l’ascolto, la conoscenza del territorio e la capacità di individuare, insieme a chi lo vive, strumenti e percorsi realmente utili.
Azioni differenti, perché differenti sono i territori e i bisogni. La cooperazione, per come la intendiamo, non dovrebbe creare dipendenza né limitarsi alla durata di un finanziamento. Un progetto acquista valore quando riesce a lasciare qualcosa: una competenza, uno strumento, un’opportunità di lavoro, una maggiore capacità organizzativa, una produzione più sostenibile, una comunità più autonoma. Con le persone sempre al centro, il nostro obiettivo è chiaro: costruire futuro senza consumarlo
