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Agricoltura, quello che spesso non si vede

In una società che tende a dare valore soprattutto a ciò che crea un certo tipo di ricchezza, che privilegia il lusso e lo sfarzo, settori come quello agricolo possono sembrare superflui, addirittura anacronistici, non necessari. Eppure basta uno sguardo, anche non troppo approfondito, per capire che così non è. Il valore dell’agricoltura va molto oltre ciò che è immediatamente visibile perché, come quando si lancia un sasso nello stagno, produce effetti che si allargano ai territori, alle comunità e alla vita delle persone.

Questa è la nostra convinzione e con questa guida continuiamo a lavorare. Lo facciamo non soltanto perché ASeS nasce dal mondo agricolo, ma perché queste sono le risposte che riceviamo continuamente dai diversi territori in cui operiamo. Vediamo le potenzialità dell’agricoltura non soltanto nel cibo che produce e nel reddito che genera, ma anche nella qualità della vita alla quale può contribuire, nella consapevolezza dell’importanza di rispettare il suolo e l’acqua e nella tutela della biodiversità. Le vediamo nella formazione, nell’inclusione e nelle nuove opportunità economiche e sociali che può offrire.

Naturalmente, quando parliamo di agricoltura, parliamo di un’agricoltura sostenibile e rispettosa della terra che ci ospita, capace di tenere presenti le reali necessità dei territori di riferimento e le esigenze delle comunità che li abitano. Crediamo che l’agricoltura abbia anche un ruolo sociale nelle comunità perché costruisce legami, crea relazioni e contribuisce a tenere uniti territori e persone.

È ciò che sperimentiamo quotidianamente nei nostri progetti, pur lavorando in realtà profondamente differenti. In Lombardia lo vediamo attraverso percorsi diversi. Nelle terre alte l’agricoltura e il lavoro sono parte di un progetto che coinvolge persone fragili e in difficoltà attraverso formazione e borse lavoro. Con trasformAzione, ancora attraverso formazione e borse lavoro, si opera anche su terreni confiscati, dove l’agricoltura diventa uno strumento di educazione alla legalità e di costruzione di nuove opportunità. A Viareggio le attività agricole sono uno strumento attorno al quale si costruisce una rete di comunità che mette al centro persone con disabilità. In Paraguay lavoriamo con comunità già organizzate per rafforzare produzione, competenze e opportunità di reddito. In Senegal e Mozambico gli interventi rispondono a necessità differenti: dalle buone pratiche agricole all’accesso all’acqua e alla produzione, dalla formazione alla nutrizione, fino alla possibilità di rafforzare attività capaci di generare reddito.

Nei nostri progetti agricoli riusciamo così a contribuire a diversi obiettivi dell’Agenda 2030 attraverso percorsi di inclusione, equità di genere, sviluppo, rafforzamento dell’autonomia e valorizzazione delle comunità. Ogni realtà è aperta a percorsi diversi, a volte profondamente differenti, ma il linguaggio comune rimane quello dell’agricoltura. Così tecnici ed esperti sono un tassello del percorso, perché al centro rimangono le persone, il territorio e i valori delle comunità. Portiamo competenze, certamente, ma impariamo anche dai luoghi in cui operiamo e dalle persone che quei luoghi li conoscono e li vivono ogni giorno.

È questo, per noi, il significato della cooperazione: non una relazione verticale tra chi possiede una soluzione e chi deve riceverla, ma un lavoro fianco a fianco che costruisce progressivamente competenze e autonomia.

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