Mozambico, dall’agricoltura alla nutrizione: a Ilha Josina la Feira da maçaroca
Contribuire a ridurre la fame nei Paesi in cui opera è sempre stata una delle priorità di ASeS. E l’agricoltura è, da sempre, uno degli strumenti scelti per farlo.
Prima ancora che l’Agenda 2030 individuasse nell’Obiettivo 2 – Fame Zero l’impegno a porre fine alla fame e migliorare la nutrizione, ASeS lavorava nei territori partendo dalla terra, dalle produzioni locali e dalle competenze delle persone.
L’obiettivo non è soltanto produrre di più. È produrre meglio, favorire un’alimentazione adeguata e creare, attraverso il lavoro agricolo, opportunità di reddito per i piccoli produttori.
Ogni progetto prende naturalmente una forma diversa. Cambiano i territori, le colture, il clima e le risorse disponibili. Rimane però lo stesso principio: partire da ciò che una comunità e la sua terra possono offrire e costruire da lì.
In Mozambico questa sfida è particolarmente importante. La malnutrizione cronica interessa circa il 37% dei bambini sotto i cinque anni, secondo UNICEF.
A rendere ancora più fragile la sicurezza alimentare contribuisce un clima segnato da forti estremi. Siccità, alluvioni e cicloni colpiscono regolarmente il Paese e possono compromettere raccolti e disponibilità di cibo, soprattutto nelle aree rurali dove gran parte dell’agricoltura dipende dalle piogge.
È in questo contesto che a Ilha Josina si è svolta la Feira da maçaroca, la fiera della pannocchia.



Durante la giornata sono stati presentati i prodotti agricoli e quelli trasformati realizzati nell’ambito del progetto. Sono state preparate pappe arricchite per i bambini e una zuppa da condividere con i partecipanti, insieme a ricette nutrienti realizzate valorizzando le produzioni disponibili. Un passaggio importante: dal prodotto alla trasformazione, fino alla tavola.
Coltivare è fondamentale.ma quando alla produzione si affiancano formazione e conoscenze sull’utilizzo degli alimenti, l’agricoltura può contribuire anche a migliorare la qualità dell’alimentazione. Ed è proprio qui che il lavoro nei campi acquista un valore ulteriore: non soltanto ciò che si raccoglie oggi, ma ciò che le persone imparano e possono continuare a utilizzare domani.
