Giornata mondiale dello sviluppo rurale: la ruralità è terra, lavoro, comunità e futuro
l 6 luglio si celebra la Giornata mondiale dello sviluppo rurale, una ricorrenza che invita a guardare con più attenzione alle aree rurali e al ruolo che possono avere nel futuro dei Paesi. Fermarsi a parlare di ruralità non significa parlare solo di agricoltura. Significa chiedersi quale futuro vogliamo costruire. Perché la ruralità tiene insieme sicurezza alimentare, lavoro dignitoso, tutela dell’ambiente, inclusione sociale, riduzione delle disuguaglianze e autonomia delle comunità.
Sono temi che richiamano da vicino gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e che, per ASeS, nata dal mondo agricolo e promossa da Cia-Agricoltori Italiani, rappresentano una parte essenziale del proprio impegno. In tutti i progetti sviluppati da ASeS questo pensiero è centrale: rispetto per la terra, per chi la lavora, per le persone, per la cultura, le tradizioni e le comunità.
Lo sviluppo rurale non può dunque essere ridotto a una visione che si limita alla produzione agricola. Necessita di politiche capaci di rafforzare i territori rurali, molti dei quali, in diverse parti del mondo, sono ancora tra i più poveri e fragili, e risposte concrete su sicurezza alimentare, accesso ai servizi, lavoro e autonomia delle comunità. Servono interventi coerenti per rafforzare le economie locali, valorizzare le risorse presenti e creare condizioni perché giovani, donne, produttori e comunità possano continuare a vivere e lavorare nei propri luoghi. Oggi una delle scelte più importanti è proprio questa: lasciare che le aree rurali vengano progressivamente abbandonate, oppure intervenire con azioni coordinate per farle vivere, riducendo la distanza con i grandi centri urbani e valorizzando il legame tra città e territori rurali.
In questa prospettiva, il ruolo dei giovani e delle donne è centrale. I giovani che scelgono di restare o tornare nei territori rurali portano competenze, innovazione e nuove energie. Le donne, in molti contesti nazionali e internazionali, sono una parte fondamentale della produzione agricola, della trasformazione alimentare, della cura delle famiglie, della trasmissione dei saperi e della tenuta sociale delle comunità. Per evitare una lenta emorragia di persone, attività e competenze servono percorsi che garantiscano autonomia, accesso alla formazione, lavoro e reddito. Significa sostenere produzioni capaci di generare valore economico, senza perdere di vista la tutela del suolo, dell’acqua, della biodiversità, del paesaggio e della dignità del lavoro.
Solo attraverso politiche mirate e interventi costruiti nel tempo è possibile rafforzare questi territori, creando benefici non solo per chi vive nelle aree rurali, ma anche per i centri urbani che da quei territori dipendono più di quanto spesso si riconosca. È questa la linea che guida i progetti di ASeS, in Italia e all’estero: formazione, agricoltura sociale, sicurezza alimentare, uso consapevole dell’acqua, agroecologia, valorizzazione delle piccole filiere, rispetto delle comunità locali e sostegno all’autonomia produttiva. Sono percorsi diversi, costruiti in territori diversi, ma con un obiettivo comune: non sostituirsi alle comunità, ma accompagnarle nel rafforzare competenze, organizzazione e capacità di guardare avanti.
