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Le donne del Senegal: protagoniste di un cambiamento

Indossano abiti dai colori sgargianti, dalle tinte forti quasi a voler affermare, attraverso quelle tonalità, la forza del loro carattere e l’impegno che si sono assunte nel voler cambiare le sorti di un Paese ancora fortemente influenzato da un pensiero maschile dominate. Sono le donne del Senegal che lavorano per la piena affermazione dell’emancipazione femminile, decise a riformare  quelle norme che rappresentano di fatto, una grave discriminazione nei loro confronti. Malgrado le molte difficoltà oggi,  le madri, mogli, figlie senegalesi stanno lentamente assumendo ruoli importanti nella società e le testimonianze raccontano di donne che hanno sempre più autorevolezza nella conduzione familiare, del territorio di appartenenza e anche nella gestione economica. Sono loro le protagoniste nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento: il lavoro agricolo è svolto infatti per l’82% da donne che assicurano oltre l’80% della produzione alimentare. A piccoli passi stanno diventando leader decisionali in termini di azioni di cambiamento verso la tutela e il sostegno dei diritti femminili.

             

Molte di loro sono rimaste sole, senza marito, figli, fratelli, emigrati in altri Paesi dell’Africa o fuori dal continente, per questo sono l’anima dei villaggi e migliorando la loro condizione, si creano i presupposti per un futuro migliore. Queste “amazzoni”, come vengono chiamate, vigilano sulle scelte agricole da intraprendere, si accertano sulle possibili ricadute territoriali e garantiscono la distribuzione delle risorse e del reddito. Figure forti e decise che però devono  fare i conti con molte difficoltà: come l’accesso alla terra e alle sementi e, soprattutto nelle aree rurali, all’impossibilità di seguire percorsi scolastici. Per coadiuvare un vero processo di parità e di diritti serve dunque sostenere e  supportare questa voglia di

cambiamento e di autodeterminazione: ASeS lo fa attraverso progetti di agricoltura sociale.

Consentire alle donne di “essere imprenditrici”  ed essere protagoniste nel luogo dove lavorano è il primo passo verso la parità di genere;  un percorso a volte complicato e ostacolato dalle diffidenze e dai pregiudizi legati ad antiche culture e tradizioni; è importante perciò costruire un rapporto di fiducia con le istituzioni territoriali e con le associazioni  già operative come la Rete delle Donne Produttrici e Trasformatrici della municipalità di Keur Moussa, GIE che raggruppa le Associazioni femminili di 13 villaggi appartenenti allo stesso comune. Proprio a questa Rete l’Amministrazione ha deliberato una  parcella di terra sulla quale possono  lavorare e produrre sentendosi libere, autonome e rispettate. Una vittoria alla quale ASeS collabora offrendo il proprio know-how ed ogni altro supporto possibile per ottenere l’obiettivo prefissato. A godere dei frutti di tale percorso, al rafforzamento della resilienza e all’aumentata produttività agricola, non saranno solo le beneficiare del progetto ma intere comunità dei villaggi rurali e questo perché sostenere l’impegno della Rete delle Donne significa promuovere tutta la filiera di una buona agricoltura, contribuendo alla sicurezza alimentare e allo sradicamento della povertà rurale. Ma non solo.

Favorire questi processi di integrazione lavorativa è l’unico modo per garantire alle donne un piccolo reddito che a sua volta favorisce autonomia e sicurezza oltre alla possibilità di avere assistenza sanitaria e una scolarizzazione di base. Sostenere la loro emancipazione dunque è vitale per le comunità in cui vivono, per il futuro dei loro figli, per il loro Paese e, in larga scala, per il futuro del Pianeta. Con  questa consapevolezza nascono i progetti di ASeS, realizzati sempre in accordo con la comunità di riferimento con il dichiarato intento di dare forza alle protagoniste di questo processo che, nel nostro intento, deve portare ad una emancipazione partendo proprio dalla terra, dai suoi prodotti, dalla sicurezza ambientale e alimentare, per generare reddito che consenta una vita dignitosa a loro e alle loro.

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