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Paraguay, comunità, lavoro e futuro

n questi anni di cooperazione internazionale le soddisfazioni per ASeS sono state tante. Ogni volta che siamo riusciti a fare la differenza, anche minima, per una comunità o per una persona, abbiamo sentito di aver portato avanti la nostra missione. Con questa lente leggiamo anche gli anni trascorsi in Paraguay, non sempre facili e non sempre lineari, ma sicuramente ricchi di esperienze e di momenti che hanno ripagato il lavoro fatto. Nel Paese sudamericano siamo sempre stati al fianco delle comunità, dei piccoli agricoltori, di chi si è trovato ai margini, delle vittime di soprusi e violenze.

Tante sono state le esperienze che ci hanno confermato il valore del nostro impegno. Ne ricordiamo due per tutte: il percorso che ha portato alla nascita dell’Agroferia di Misiones, che quest’anno ha superato la 365ª edizione, e la storia di Tadeo Nicolás Orihuela, un giovane che, grazie anche al nostro progetto Costruendo un futuro dignitoso, è riuscito a cambiare il corso della propria vita e a completare il suo percorso di studi. Due storie diverse, tra le molte vissute in questi anni. I mercatini sono uno dei punti di arrivo di un percorso nato dalla consapevolezza dell’importanza della terra, della produzione di cibo sano, dell’aggregazione tra chi svolge lo stesso lavoro e della necessità di vendere direttamente i propri prodotti. È lungo questo percorso che ha preso vita l’Agroindustria Giuseppe Politi, che ha dato un impulso importante al raggiungimento di questi obiettivi e ha aiutato piccoli agricoltori a diventare più autonomi nella gestione del proprio lavoro e dei propri prodotti. Oggi questi produttori hanno trovato anche municipalità disponibili a mettere a disposizione spazi per la vendita: luoghi dove incontrare direttamente i clienti, raccontare il proprio lavoro e dare informazioni sui prodotti. ASeS resta disponibile quando serve, ma senza finanziamenti né interventi operativi diretti.

Lo spazio per nuovi progetti rimane comunque aperto, perché se è vero che il Paraguay è un Paese con istituzioni e un’economia in crescita, nelle aree rurali restano forti disuguaglianze. Per molti piccoli produttori accedere al credito, alla formazione, all’assistenza tecnica e ai mercati è ancora difficile. Pesano anche le distanze, le infrastrutture e una situazione economica più fragile per chi vive soprattutto di agricoltura. In questa realtà intendiamo continuare a operare partendo dalle comunità, da quello che già funziona e da ciò che può essere rafforzato. Cooperiamo con produttori, associazioni, municipalità, strutture comunitarie e religiose, con l’obiettivo di rendere queste realtà più solide e autonome.

È così che, nel 2021, nel Dipartimento di Misiones, abbiamo avviato un percorso di formazione nell’apicoltura e nell’orticoltura agroecologica. Le api, fondamentali per l’impollinazione e la biodiversità, possono rappresentare anche una fonte di reddito. L’agroecologia permette invece di produrre con maggiore attenzione al suolo e alle risorse naturali. Oltre a promuovere una maggiore attenzione verso l’ambiente, il progetto è stato anche un’occasione per introdurre nuove competenze attraverso la formazione, estesa poi agli aspetti commerciali e gestionali. E, cosa molto importante per il prosieguo, da quel percorso è nato anche un comitato di produttori.

Nel nostro lavoro in Paraguay abbiamo cercato anche di sostenere le persone più fragili: giovani in difficoltà, donne vittime di soprusi e violenze e persone con disabilità, come nel progetto Semillas de Inclusión. Anche se negli ultimi anni sembra esserci una maggiore attenzione alla condizione delle donne, le differenze restano. Nelle aree rurali sono molto attive nell’agricoltura e nell’economia familiare, ma questo non significa automaticamente avere le stesse possibilità di accesso alla terra, al credito, alla formazione o all’assistenza tecnica. E il lavoro svolto non sempre si traduce in autonomia economica e capacità decisionale. Formazione, gestione delle attività, trasformazione dei prodotti e possibilità di generare reddito diventano quindi strumenti concreti, necessari e strategici. A Ñemby, presso la Fazenda Virgen de Caacupé, il progetto Costruendo una nuova speranza, finanziato grazie all’8×1000 della Chiesa Cattolica, ha accompagnato donne vulnerabili attraverso attività comunitarie, formative e produttive. Anche qui il lavoro ha rappresentato una parte del percorso verso una maggiore autonomia personale e sociale.

Ma il Paraguay rurale è anche un Paese dalle solide tradizioni e dai forti legami di comunità. Ci sono conoscenze, relazioni e pratiche comunitarie molto radicate. La minga, il lavoro condiviso tra i membri della comunità, ne è un esempio. Lo stesso vale per l’agricoltura familiare, per colture tradizionali come manioca, mais e fagioli e per conoscenze tramandate nel tempo.

Restano tuttavia problemi concreti. Il cambiamento climatico, con siccità e piogge intense, può mettere in difficoltà il lavoro di un’intera stagione. Durante il periodo delle piogge alcune strade rendono più difficile raggiungere i mercati. Per le piccole realtà familiari le procedure per commercializzare i prodotti possono essere complesse e il credito non è facilmente accessibile a chi non dispone di garanzie o titoli di proprietà. Anche la formazione e gli strumenti digitali non raggiungono tutti allo stesso modo. È su questi aspetti che la cooperazione può intervenire, perché per noi un progetto ha valore soprattutto quando riesce a continuare nel tempo, magari crescendo e migliorandosi negli anni.

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