Mozambico, Daniele Gallo: La cooperazione parte dai bisogni del territorio
Fare cooperazione non è mai semplice. Richiede sempre una particolare attenzione e sensibilità verso il territorio dove andiamo ad operare, anche quando le culture sono molto diverse dalle nostre. Ma è proprio questa la natura della cooperazione: rispetto reciproco, ascolto e condivisione, dove è possibile; percorsi che rendono questa attività unica nel suo genere e che aprono alla consapevolezza che solo riconoscendo le differenze e valorizzando ciò che unisce si può contribuire a costruire un mondo più accogliente.
Il Mozambico non fa differenza: lavorare in questo Paese significa infatti operare in un contesto in continua evoluzione, dove si devono sempre tenere insieme i bisogni reali delle comunità e le possibilità offerte dai programmi e dai finanziamenti della cooperazione nazionale e internazionale. Anche in questo contesto africano il punto di partenza per ASeS è la terra e la comunità che la vive. Serve prima di tutto individuare i bisogni e cercare risposte concrete insieme alle comunità e alle autorità locali. Bisogni che vengono poi raccolti e trasformati in proposte capaci di intercettare fondi, bandi e donazioni. Questa infatti è forse la sfida principale: riuscire a far incontrare ciò di cui un territorio ha realmente bisogno con gli obiettivi e le priorità dei soggetti finanziatori.
Per ASeS la cooperazione non è mai stata il solo trasferimento unidirezionale di conoscenze o tecnologie. Nell’elaborazione di un progetto i saperi tradizionali vengono messi in relazione con nuove competenze e strumenti, cercando soluzioni che siano realmente applicabili nei contesti locali. Un processo di scambio continuo, fatto di rispetto, conoscenza, ascolto e adattamento, sempre in una prospettiva di sviluppo.
Una visione che condivide alcuni dei principi propri della cooperazione Sud-Sud: valorizzare le competenze già presenti, favorire la circolazione delle esperienze e ricercare soluzioni condivise con le comunità.
Creare opportunità è uno dei nostri obiettivi. Ecco allora che ogni progetto non può prescindere dal coinvolgimento di giovani e donne. Nelle aree rurali molti giovani tendono a spostarsi verso i grandi centri urbani, mentre le donne continuano spesso a trovarsi in una posizione di svantaggio all’interno delle famiglie e delle comunità. Cercare di coinvolgerli come attori fondamentali dei progetti, creando occasioni di partecipazione e formazione capaci anche di rafforzarne le possibilità di reddito e il tessuto sociale delle aree rurali, è un nostro obiettivo dichiarato.
Sul piano agricolo, negli ultimi anni è cambiata anche la natura delle necessità. Nelle zone in cui ASeS opera, la capacità produttiva ha raggiunto in molti casi livelli soddisfacenti. Il problema non è più soltanto produrre, ma riuscire a conservare, trasformare e commercializzare ciò che viene prodotto. La trasformazione alimentare e l’accesso al mercato rappresentano quindi alcune delle principali opportunità di sviluppo. Conservare i prodotti freschi più a lungo significa migliorare la sicurezza alimentare delle famiglie, ridurre le perdite e, allo stesso tempo, raggiungere il mercato con prodotti trasformati di maggiore valore economico. Una capacità ancora più importante in un contesto come quello del Mozambico, segnato dagli effetti del cambiamento climatico, dove periodi di forti piogge e siccità possono alternarsi e mettere rapidamente in difficoltà le produzioni.
Cooperare significa anche creare le condizioni per costruire una rete di rapporti locali e relazioni coerenti con istituzioni e autorità locali. Per questo, pur operando spesso in contesti amministrativi fragili, come ASeS consideriamo fondamentale coinvolgerle, a vari livelli, nelle nostre attività. Non basta infatti lavorare con le comunità. È sempre più necessario creare un collegamento con le strutture pubbliche, perché innovazioni, competenze e nuove pratiche possano continuare oltre la durata di un singolo finanziamento. Siamo convinti infatti che la sostenibilità di un progetto dipenda anche, e a volte soprattutto, dalla capacità delle istituzioni locali di fare propri i processi avviati e di accompagnarli nel tempo.
Le difficoltà sono tante e spesso non preventivabili. Alcune sono note, altre nascono nel corso del percorso. Tra queste, una delle più ricorrenti nasce proprio dal tempo che passa tra la progettazione di un intervento e il suo avvio: tra l’analisi dei bisogni, la presentazione di una proposta, l’approvazione e l’inizio concreto delle attività può trascorrere anche più di un anno. Tempi lunghi, durante i quali può cambiare anche il contesto di riferimento. Questo significa necessariamente dover adattare continuamente attività e obiettivi, senza perdere di vista i risultati del progetto.
L’esperienza di A-GEO ne è un esempio significativo. Tra il momento della progettazione e quello dell’attuazione è cambiato l’assetto amministrativo dell’area interessata, con la nascita di una nuova municipalità. È stato quindi necessario ricostruire accordi, relazioni e modalità operative con un’amministrazione appena costituita e ancora priva di strutture tecniche pienamente consolidate. Quella che inizialmente rappresentava una grande difficoltà si è però trasformata anche in un’opportunità. Il progetto è cresciuto insieme alla nuova realtà amministrativa e A-GEO è diventato progressivamente un punto di riferimento per temi quali economia blu, protezione ambientale, gestione delle risorse costiere e pesca artigianale.
È forse questo uno degli elementi più significativi dell’esperienza di ASeS in Mozambico: la capacità di adattarsi senza perdere il legame con il territorio, trasformando i cambiamenti e le difficoltà in occasioni per costruire competenze, relazioni e strumenti destinati a rimanere anche dopo la conclusione dei progetti.
