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Non dovrebbe esistere alcun rispetto per chi tratta gli esseri umani come un mezzo e non come un fine

Come ASeS cerchiamo di combattere ogni forma di illegalità nei settori dove operiamo: dallo sfruttamento delle persone, come il caporalato, all’utilizzo di sostanze dannose e  pericolose per la salute di chi lavora ma anche sotto il profilo della sicurezza alimentare. La logica del profitto a tutti i costi ha portato il Pianeta Terra ad un punto critico dove

nessuno sembra veramente soddisfatto, sicuro e protagonista della propria vita. Oggi sempre più spesso vediamo individui intenti non ad assicurare il benessere degli esseri umani, bensì  a soddisfare un proprio egoistico bisogno, avvalendosi del meccanismo della subordinazione. Solo un cambiamento nel modo di agire e di pensare,  riscoprendo il  valore dell’essere umano e dell’ambiente possiamo dare un nuovo percorso alla Storia. Senza presunzione e arroganza, ma con piccoli passi e nel massimo rispetto delle popolazioni locali con le quali operiamo,  questa è la nostra missione quotidiana.

Il 5 febbraio 2020 almeno 11 persone hanno perso la vita a causa di una frana in una miniera a Montepuez nel nord del Mozambico.

Montepuez, cittadina principale dell’omonimo distretto della Provincia di Cabo Delgado, è conosciuta per le miniere a cielo aperto di rubini. Il prezioso minerale presente in quest’area attrae minatori illegali mozambicani e di diversi Paesi africani.In molte delle miniere di tipo artigianale, viene impiegata mano d’opera a basso costo non specializzata e non vengono rispettate le elementari norme di sicurezza per l’estrazione. Per questo motivo in Mozambico, ci sono diversi casi di crollo delle miniere artigianali. Gli incidenti avvengono soprattutto nel periodo piovoso dell’anno, in quanto i rovesci prolungati creano grandi smottamenti del terreno. Il ministero delle risorse minerarie e dell’energia (MIREME) si è pronunciato sull’incidente, facendo appello a tutte le persone coinvolte nell’estrazione artigianale chiedendo di abbandonare l’estrazione illegale, “perché non porta valore aggiunto”.

Tali indicazioni sono difficili da seguire quando questo genere di attività possono essere le uniche in grado di garantire la sopravvivenza personale; come riporta O País, testata mozambicana, I minatori illegali sono generalmente controllati da intermediari che sfruttano la povertà e la disoccupazione, finanziando i giovani minatori attraverso servi di base quali trasporto, cibo e alloggi nelle aree delle estrazioni.Questo tipo di servizi possono fare la differenza in condizioni familiari precarie dove spesso un riparo, l’accesso all’acqua e al cibo sono sfide giornaliere e quindi molti giovani vedono in questo genere d’impiego, con rischio di vita, come unica alternativa per il proprio futuro.

Anche per quanto riguarda il settore agricolo in Mozambico si riscontrano situazioni simili. Il reclutamento “sazonal” (stagionale) di personale nei periodi di raccolta o di semina rappresenta una reale possibilità d’impiego per i giovani mozambicani.Le grandi imprese agricole presenti nel Paese sono in grado di assumere molti dipendenti e in una certa misura garantiscono l’accesso ad una fonte di reddito altrimenti irraggiungibile, tuttavia, la mancanza di sicurezza e la precarietà delle condizioni di lavoro presenti nel sistema produttivo agricolo, sottopone i lavoratori a gravi rischi per la salute.Le normative che regolamentano l’uso di pesticidi e i prodotti chimici utilizzati nelle coltivazioni di tipo intensivo, spesso non vengono applicate o non sono in linea con quelle dei Paesi più virtuosi, promuovendo, in questo senso, pratiche dannose per la vita umana.

ASeS in Mozambico, riconosce il valore del lavoro e presso l’Ospedale Rurale di Xinavane, nella Provinca di Maputo, promuove l’agricoltura naturale riconoscendo l’importanza dell’innovazione e della tradizione attraverso l’applicazione di fertilizzanti e pesticidi organici.

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