Fattorie sociali: prime visite sul campo


Si è conclusa con successo la prima missione in Libano del progetto confinanziato da AICS “Rafforzamento dei servizi di prevenzione, riabilitazione e reintegrazione sociale ed economica per tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti in Libano”, che vede ASeS in partenariato con Ctm Onlus. Questo l’articolo di CTM a riguardo:

“Avviate le attività del progetto Rafforzamento dei servizi di prevenzione, riabilitazione e reintegrazione sociale ed economica per tossicodipendenti ed ex‐ tossicodipendenti in Libano – AID 10964 cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

CTM, con questo progetto, si propone di aumentare la capacità dell’Associazione libanese Oum el Nour (Sorgente di Luce) e del suo personale educativo nel fornire un’opportunità di riabilitazione ai ragazzi che vogliono sottrarsi al circolo deleterio della droga.

Il progetto prevede il miglioramento delle condizioni ricettive dei due centri di Oum el Nour, situati poco a Nord di Beirut e precisamente a Fatqa e a Sehaile, e la realizzazione di esperienze lavorative che possano far acquisire ai ragazzi delle competenze professionali per il loro reinserimento nella vita attiva.

In particolare, nei centri di Sehaile e Fatqa, si stanno creando delle fattorie sociali. Si tratta di un’esperienza assolutamente nuova per il Libano e nuova anche per i nostri partner italiani, l’Associazione ASeS-CIA e le cooperative sociali Capodarco e Sierra Lo Greco. Per la prima volta, ma ritorneranno anche nel secondo e terzo anno di progetto, due esperti in agricoltura sociale e un esperto agronomo hanno trascorso una settimana nei due centri per attivare la creazione delle fattorie sociali. Un’altra importante novità del progetto CTM è anche la volontà di creare opportunità di realizzare scambi di tecnici e di esperienze umane e sociali. Infatti dodici educatori di Oum el Nour, nel secondo e nel terzo anno di progetto, visiteranno in Italia le cooperative sociali partner e parteciperanno a corsi di formazioni adattati alle loro esigenze.

Una nuova esperienza, una nuova progettualità che si basano sulla massima che “la terra cura chi cura la terra”.”

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