Donne in Campo e ASeS: un impegno per l’accoglienza


L’accoglienza una sfida anche per Donne in Campo 

 

Condividere Aromi, Accogliere – Agricoltura urbana. E’ questo il nome dell’evento che si è celebrato a Milano il 15 ottobre per celebrare la Festa Internazionale delle Donne Rurali. Oltre a ricordare  il ruolo fondamentale della donna nel settore dell’agricoltura,  Donne in Campo, l’Associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani della Lombardia e ASeS hanno voluto organizzare una giornata particolare dedicata alle molte esperienze portate avanti in ambito di accoglienza e inclusione attraverso il settore primario.

L’evento è stato anche occasione per presentare il Giardino degli Aromi, associazione nata nel 2003  negli spazi dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini  grazie all’iniziativa di un gruppo di donne con esperienza di coltivazione e raccolta di piante aromatiche e medicinali. L’associazione oggi conta più di 230 soci e si occupa di accompagnare il reinserimento sociale di persone svantaggiate, svolgendo con loro attività in spazi verdi. Attraverso percorsi di terapia orticolturale, tirocini e forme di accoglienza personalizzate, coloro che partecipano alle attività del giardino degli aromi fanno un’esperienza di studio, osservazione e lavoro con la terra e le piante. 

Presenti per ASeS la presidente Cinzia Pagni e il direttore Claudio Guccinelli. La presidente nel suo intervento ha ricordato l’impegno della Ong nelle attività di cooperazione internazionale,soprattutto in Senegal, Mozambico e Paraguay,  e in Italia. A centro dei vari progetti e iniziative l’importante ruolo che l’agricoltura sociale può offrire.

Partendo dei “fatti di Riace” è stato sottolineato il difficile momento che stiamo vivendo, dove una comunicazione distorta fatta di terrorismo psicologico  spinge i cittadini alla chiusura e all’indifferenza; non stupisce più la forte diffidenza verso coloro che crediamo essere diversi e l’intolleranza  per ciò che noi crediamo non far parte della nostra cultura. Segnali preoccupanti che mettono in crisi le basi stesse della convivenza civile, del concetto di comunità così come concepita dai nostri valori e dalla nostra Storia. Allo stesso tempo, ha ricordato la Pagni, mentre guardiamo con occhi preoccupati chi cerca un futuro diverso fatto di pace e sicurezza, abbiamo smesso di combattere le infiltrazioni mafiose e la corruzione. Il rischio, ha sottolineato la presidente ASeS, è che la paura dello straniero ci faccia accettare come dato di fatto la presenza della corruzione, della mafia e di quel disagio che nasce dalla disgregazione sociale. Di qui la necessità,  e l’invito,  a non abbassare mai la guardia, ad essere coerenti con i nostri principi e a denunciare qualsiasi tentativo malavitoso.  Illustrando più specificatamente i progetti in essere, sono stati ricordati i corsi di lingua italiana, i corsi per italiani e migranti destinati all’avviamento al lavoro e le esperienze di gemellaggio nelle aziende agricole. Ultimo punto toccato dalla presidente il  progetto destinato ai minori migranti non accompagnati studiato per offrire una  formazione agricola che, oltre a garantire una forma di sussistenza a questi giovani,  potrebbe aiutare a frenare il costante abbandono delle aree rurali che il nostro Paese si trova ad affrontare. 

A  coadiuvare l’intervento di Cinzia Pagni e l’impegno di ASeS soprattutto attraverso l’agricoltura sociale, il consigliere lombardo della Ong Dario Olivero.