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A San Casciano Cinzia Pagni presenta il valore dell’agricoltura sociale

Sostenere tutte quelle pratiche virtuose che si fondano sull’applicazione di interventi innovativi tesi a costruire un modello di sviluppo economico che promuove l’integrazione, crea lavoro e reddito. E’ stato questo il fulcro del convegno che i è tenuto a San Casciano – Firenze – nel corso del qual è stata riconosciuta la necessità che l’agricoltura sociale metta “radici pubbliche”. L’evento, promosso da Cia Toscana Centro è stato aperto dall’intervento della presidente di ASeS Cinzia Pagni. Nel suo discorso la presidente si è soffermata su molti punti illustrando le  opportunità che l’agricoltura sociale può portare. Un scelta di vita che è un valore per tutti gli attori coinvolti:  aziende agricole, soggetti del terzo settore, enti locali, associazioni di categoria.

 

 Parola chiave della mattinata è stata  “inclusione” per dare opportunità, equità , per garantire diritti, lavoro e reddito. Tra i benefici dell’agricoltura sociale vi è la creazione di opportunità sostenibili, rispettose dell’ambiente e del contesto sociale, destinate a migliorare la qualità della vita di persone svantaggiate o in situazione di disagio e difficoltà. Questo nel nostro Paese ma anche in paesi  poveri e in via di sviluppo, come ha sottolineato la presidente Pagni . Malgrado le potenzialità “socio-terapeutiche” legate all’agricoltura, sia sotto il profilo dell’inserimento lavorativo di persone fragili, del  miglioramento delle capacità individuali e collettive attraverso percorsi di formazione e aggregazione, dal punto di vista normativo,  la materia necessità ancora di perfezionamento e comprensione. 

 

 

Una pratica etica che si fonda sull’applicazione di interventi innovativi, tesi a costruire un modello di sviluppo economico che promuova il rispetto dell’altro, qualsiasi siano le sue condizioni, la sua provenienza  o la sua cultura. Un modello dove ogni uno partecipa attivamente alla costruzione di una comunità etica a seconda delle sua capacità.

 

 

L’iniziativa è stata una preziosa l’opportunità di confrontarsi su modelli,  esperienze e  quadri tecnico-normativi riferiti alle pratiche di agricoltura sociale che rientrano nel quadro delle iniziative prevista dall’esperienza di co-progettazione sulla misura 16.9 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana.