PREMIO PONTREMOLI 2019, Il PREMIO CHE VALORIZZA I GIOVANI IMPEGNATI NELL’AGRICOLTURA DI PRESIDIO


PREMIO PONTREMOLI 2019 – TUTTI I RICONOSCIMENTI DEL PREMIO CHE VALORIZZA

I GIOVANI IMPEGNATI NELL’AGRICOLTURA DI PRESIDIO

 

Anche l’edizione 2019 del ‘Premio Pontremoli – Giovani per l’agicoltura di presidio’ – iniziativa nata quattro anni fa ad opera della Cia Toscana Nord, in collaborazione con Slow Food Toscana e con il patrocinio del Comune di Pontremoli e della Strategia nazionale Aree interne della Presidenza del Consiglio dei ministri – è stata ospitata dal Museo delle Statue Stele del Castello del Piagnaro a Pontremoli.Le domande arrivate alla Cia Toscana Nord sono state 22 e sono giunte da tutta la Toscana. Nato quattro anni fa il ‘Premio Pontremoli – Giovani per l’agricoltura di presidio’ ha lo scopo di valorizzare il lavoro dei giovani agricoltori che investono in zone svantaggiate. Il riconoscimento viene ogni anno assegnato a giovani imprenditori che svolgono il proprio lavoro in zone di particolare svantaggio o isolamento geografico e sociale.

La mattinata dedicata all’agricoltura di presidio è stata aperta da una tavola rotonda che ha visto alcuni esperti in questo ambito confrontarsi sullo stato di salute di questa particolare forma di agricoltura che va a interessare le aree maggiormente svantaggiate, come quelle montane.Il tema scelto dalla Cia Toscana Nord per il 2019 è stato quello delle ‘Comunità solidali in aree montane’ e, con la moderazione del giornalista Luca Martinelli, ha visto confrontarsi Miguel Acebes (Azienda agricola ‘Tularù’ di Ponzano – Ri); Maurizio Carucci (Associazione ‘Oltre le Strette’ -Val Borbera – Al); Gabriele Locatelli (SlowFood di Santa Sofia in provincia di Forlì); Andrea Rossi (Cred / Ecomuseo del Casentino); Giovanni Teneggi (Coop di comunità di Reggio Emilia); Paola Scarpellini (Progetto ‘Summer School’ in Garfagnana dell’Università di Pisa). Dopo i saluti istituzionali, gli intervenuti hanno illustrato la propria esperienza, mettendo in evidenza sia le luci che le ombre, evidenziando così i punti di forza dell’agricoltura esercitata nelle aree svantaggiate.A seguire il momento più emozionante con la consegna degli attestati

I PREMI E I PREMIATI – 

Il Premio, quest’anno, è stato assegnato alle categorie: Difesa della biodiversità; Agricoltura biologica; Eccellenze agroalimentari; Imprenditoria femminile; Premio Cultura della Montagna; Premio speciale ‘Educazione’ e Premio Aree interne. A questi si aggiungono due targhe per la ‘fedeltà’ ad aziende che hanno garantito la continuità della presenza sul territorio per generazioni e alle quali la Cia Toscana Nord vuole dare un riconoscimento per l’impegno e il lavoro svolto.

A ricevere questo prestigioso riconoscimento sono stati: Anna Pirani di Borgo San Lorenzo (Firenze), per la categoria Difesa della Biodiversità; Nicoletta Dicova di Chianni (Pisa), per la categoria Agricoltura biologica; Filippo Mannini Antona di Massa per la categoria Eccellenze agroalimentari; Francesca Quattroccolo di Mulazzo (Massa) per la categoria Imprenditoria femminile. Il Premio speciale ‘Educazione’ è stato assegnato a Paola Scarpellini (Pisa); il Premio Cultura della Montagna a Maurizio Carucci, contadino e cantautore di Genova e il Premio Aree interne a Franca Giannecchini di Matanna (Lucca).

Le due targhe speciali, invece, sono andate a un’azienda della provincia di Lucca e a una della provincia di Massa: si tratta di Andrea Bertoncini di Fosciandora (Lucca) e Giuseppe Bazzà di Pontremoli (Massa).

LE MOTIVAZIONI – Di seguito le motivazioni per ogni singolo riconoscimento.

Difesa della biodiversità: Anna Pirani (nata nel 1986) – Azienda ‘L’orto del vicino’

Motivazione: «Per aver apportato competenze e passione alla causa dell’agricoltura sostenibile. L’azienda agricola ‘L’orto del vicino’ rappresenta un bell’esempio di agricoltura di prossimità: sana, buona e sostenibile».

Agricoltura biologica: Nicoletta Dicova (nata nel 1981) – Azienda Bellaria

Motivazione: «Per aver scelto la via non semplice della viticoltura naturale. L’azienda agricola ‘Bellaria’ spinge in avanti il confine dell’enologia sostenibile».

Eccellenze Agroalimentari: Filippo Mannini Antona (nato nel 1993) – Azienda ‘Colle d’Antona’

Motivazione: «Tipico esempio di giovane ‘resistente’ con l’azienda ‘Colle d’Antona’ porta avanti l’antica e orgogliosa tradizione pastorale apuana».

Imprenditoria femminile: Francesca Quattroccolo (nata nel 1988) – Azienda ‘Qhao’

Motivazione: «La società agricola ‘Qhao’ rappresenta un esemoio di coraggio e caparbietà. Tutta femminile».

Premio Speciale Educazione: Paola Scarpellini per la sua partecipazione all’International Master in Rural Development – Erasmus Mundus Programme Summer School – Università di Pisa

Motivazione: «La Summer School è collegata a un importante programma europeo: l’International Master of Rural Development. Il corso affronta i temi dell’innovazione, della transizione e dello sviluppo sostenibile nelle zone rurali. L’area della Garfagnana, da questo punto di vista, fornisce materiale di studio di particolare interesse per la vivacità del sistema delle imprese agricole presenti. In sintesi, è possibile affermare che la Summer School, nell’ambito del mondo rurale, è un’esperienza bidirezionale, un flusso di esperienze e conoscenze che coinvolge tutti gli stakeholder in un arricchimento esperienziale e cognitivo e non un normale corso di casi-studio dove vi sono osservatori e osservati».

Premio Speciale Cultura della Montagna: Maurizio Carucci

Motivazione: «Maurizio, contadino e cantautore, si è trasferito da Genova all’Appennino piemontese, in Val Borbera, per avviare con la compagna e due amici il progetto della Cascina Barban. E’ uno degli animatori dell’associazione ‘Oltre le strette’, che nasce per essere stimolo e fermento nel territorio. Sta lavorando a un documentario per raccontare le ricchezze della Val Borbera, ‘Appennino Pop’».

Premio Aree Interne: Franca Giannecchini (nata nel 1984) – Azienda ‘Giannecchini Franca’

Motivazione: «La cura del bosco, il predisio del territorio durante la stagione invernale, la scelta di aprire un’azienda agricola ad oltre mille metri, nel cuore delle Apuane meridionali e di crescere in montagna i suoi 4 figli, fan sì che Franca Giannecchini rappresenti davvero lo spirito resiliente dei giovani contadini e allevatori di cui le aree interne italiane hanno bisogno».