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Dall’altra parte del mondo: il racconto di Lydia

Tra le esperienze più preziose del Servizio Civile vi sono le voci di chi, giorno dopo giorno, vive in prima persona l’incontro con nuove realtà, nuove culture e nuove sfide. Oggi condividiamo con grande gioia il racconto di una giornata di Lydia, una delle nostre volontarie attualmente impegnate in Mozambico. La sua testimonianza nasce così com’è, spontanea, sincera e vissuta: un testo scritto di suo pugno che porta con sé l’autenticità delle emozioni, degli imprevisti e delle scoperte quotidiane.

Vi invitiamo a leggerla con lo stesso rispetto e la stessa attenzione con cui la riceviamo: come uno sguardo diretto sul percorso di crescita personale e comunitaria che lei sta vivendo. Ecco, dunque, le parole di Lydia.

Mi chiamo Lydia e sono una volontaria del Servizio Civile Universale, attività che sto svolgendo presso l’associazione italiana ASeS, in Mozambico. Qui organizziamo formazioni ed attività mirate a diffondere una produzione agricola che sia sostenibile per l’ambiente ed utile alle comunità, promuoviamo, inoltre, informazione sulla corretta alimentazione per implementare conoscenze e pratiche legate alla corretta nutrizione. Oggi abbiamo svolto una delle ultime formazioni del progetto “Trasforma” ed andare sul campo per la prima volta è stata un’esperienza molto positiva. Il progetto si è svolto ad Ilha Josina, dove abbiamo trovato ad accoglierci una comunità fatta di donne di ogni età e bambini, figli propri e delle altre, di cui tutte si prendevano cura, in modo comunitario, durante le attività della giornata. Appena arrivati ci hanno dato un caloroso benvenuto, mentre noi lasciavamo nelle loro mani di cuoche esperte fagioli e legna per il fuoco, che hanno utilizzato per continuare a cucinare le pietanze per il pranzo, processo iniziato già dal mattino presto. 

Solo dopo questo primo caloroso scambio la giornata di formazione ha avuto inizio: l’argomento di oggi è stato l’alternanza delle colture, i metodi più efficaci per coltivare e conservare più a lungo il raccolto. 

La formatrice ha realizzato una lezione interattiva estremamente interessante e coinvolgente, alla quale le donne del posto hanno partecipato con voce ed entusiasmo, rigorosamente in changana, la loro prima lingua.

La seconda attività si è svolta nella machamba, l’orto, dove, guidate dalla formatrice, abbiamo piantato e irrigato diversi semi di fagioli e di cavolo. Appena si è conclusa l’attività nell’orto abbiamo parlato delle regole per una corretta nutrizione con degli specialisti. Poco dopo ci aspettava il pranzo comunitario, le donne terminarono di cucinare e mangiammo tutte insieme riso, fagioli e erbe dell’orto. 

Dopo essersi assicurate che tutti i presenti avessero mangiato, hanno dato il via a canti, balli e risate, e ormai si può dire che facevamo parte anche noi della loro comunità, un’esperienza che sicuramente non dimenticherò. Venire nel continente africano è sempre stato un grande desiderio per me e poterlo fare mettendo a disposizione la mia persona, le mie capacità e il mio tempo rende la mia permanenza in questo grande Paese, che è il Mozambico, ancora più bella e utile. Comprendo sempre di più che mettere a disposizione terra e semi, nonché le conoscenze agricole di specialisti, dà un grande aiuto a queste comunità, in cui l’agricoltura è la principale fonte di sostentamento e di reddito.

Sono grata per essere stata accolta in questo progetto tramite il quale posso conoscere e supportare questo Paese e le belle persone che lo popolano

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