Mozambico: il Covid-19 non ferma il nostro impegno


 

Testimonianze dal Mozambico 

 

Aumentano i contagi di coronavirus nel continente africano. Secondo gli ultimi dati forniti dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) dell’Unione Africana (Ua), il drammatico bilancio conta  44.483 casi confermati,  1.801 morti per complicanze legate al Covid-19, mentre sarebbero 14.921 le persone che hanno sconfitto l’infezione. Anche se i numeri sono forniti da fonti ufficiali, l’impressione è che la realtà sia più drammatica e questo per le evidenti difficoltà di fare uno appropriato screening nei diversi paesi. Tante le piaghe che affliggono l’Africa e che rendono difficile un efficace contenimento della diffusione del virus,  tra queste la prima è rappresentata dal fatto che molti Stati non sono in grado di dare risposte medico sanitarie adeguate, si deve poi aggiungere lo scarso accesso all’acqua e dunque la difficoltà di garantire servizi igienizzati .  Altra problematica è quella di far capire l’importanza della quarantena, questo rende difficile l’isolamento di persone colpite, o a rischio,  con gravissime conseguenze nei contesi dove esiste una densità urbana  molto elevata.  Elementi questi che vanno a sommarsi a quelle che erano le difficoltà precedenti al  covid-19 con le quali gran parte dei Paesi africani dovevano quotidianamente fare i conti. Instabilità politica, tensioni sociali, difficoltà economiche, povertà, fame e malnutrizione hanno sempre rappresentato un freno allo sviluppo di questa ricca area del mondo.

Nel sud del Continente,  precisamente in Mozambico,  ASeS ha una sua sede riconosciuta e da tempo è impegnata, con interventi a sostegno dei bambini malnutriti e a rischio di sieropositività, presso l’Hospitl Rural de Xinavane.  Punto di riferimento è il nostro collaboratore Daniele Gallo che, nel massimo rispetto delle leggi emanate a seguito del lock down imposto dal Governo, ha continuato a portare avanti, nei modi e nei tempi consentiti,  il nostro progetto.  

 

 

                                                                    Primissimi incontri con la popolazione per spiegare come comportarsi e quali precauzioni adottare a seguito dell’emergenza sanitaria                                                                                         

                                                                                                                                                                                                                            

 

Visite in campo rispettando scrupolosamente le norme anti Covid-19

 

 

 

Tutto il personale e i collaboratori sono stati forniti di mascherine anti contagio artigianali  fatte con la capulana , un tessuto locale, e rivestite internamente con un materiale anti Covid-19. Le mascherine “colorate” sono state approvate dal Ministero della Salute e vengono distribuite ai cittadini, nelle missioni e nelle aree rurali dalle Istituzioni e dalle Organizzazioni Internazionali presenti in loco. 

 

 

La consegna ai beneficiari delle sementi per la coltivazione di peperoni, verza e cipolla . Le attività vengono svolte in linea con le leggi governative anti contagio.