La nostra missione in Senegal


Il linguaggio comune ed universale dell’agricoltura. La missione di ASeS  in Senegal. 

L’agricoltura sempre più strumento di dialogo tra popoli con culture e tradizioni diverse. Oggi più che mai questa è una certezza.

A confermarlo i risultati dell’ultima, ma solo in ordine di tempo, visita effettuata in Senegal da parte della presidente ASeS Cinzia Pagni e del direttore Claudio Guccinelli.

 

Il Senegal è un paese con il quale la Ong della Confederazione Italiana Agricoltori ha già stabilito ottimi rapporti negli scorsi anni ottenendo proficui risultati grazie alla co-partecipazione a numerosi progetti di sviluppo. Iniziative che hanno sempre avuto il settore primario come pilastro centrale e che hanno saputo portare benefici a tutto il territorio circostante,  perché sarebbe improponibile sostenere esperienze rurali, anche virtuose, trascurando la “surrounding area”.

Molti sono stati i percorsi  per osservare,  capire e aprire un dialogo con il paese africano. Ora il desidero di ASeS è  di essere capofila di iniziative autonome volte ad aiutare e sostenere le piccole aziende agricole con interventi che garantiscono sviluppo e reddito oltre a un miglioramento delle condizioni di vita per le popolazioni e i villaggi.

La missione dei vertici ASeS datata giugno 2018, dunque, si è sviluppata proprio su questa linea: avere un feedback dei progetti attuati in questi anni e cercare nuove occasioni per stabilire contatti e accordi con le autorità locali e le piccole aziende agricole per poter operare in forma autonoma.

 

In termini di valutazione ex post i risultati sono stati quelli prefissati. Come ha potuto verificare personalmente la presidente Cinzia Pagni nel corso delle visite fatte nelle zone coltivate e nei villaggi,  l’assistenza ai villaggi rurali e alle associazioni in loco,  è stata effettuata con successo;  stessa valutazione positiva anche per i progetti di aiuto alle comunità che vivono nei pressi delle campagne. Nel dettaglio ASeS ha collaborato a iniziative per migliorare le condizioni del settore primario con un occhio rivolto anche alle popolazione che abitano nelle aree di vicinanza.

 

Per citare alcuni esempi sono stati  attuati piccoli interventi di riparazione e ristrutturazione di un istituto agrario; è stato dato sostegno e formazione ai giovani e alle donne che si dedicano all’agricoltura e, ancora, si è cercato di insegnare e trasferire  il know-how  che porta alla chiusura della filiera: dalla trasformazione alla commercializzazione dei prodotti locali.

Piaga del paese rimane però l’approvvigionamento idrico, per questo è stata acquistata una pompa che si è rivelata fondamentale anche per la sopravvivenza degli abitanti della zona.

Oggi la Ong presieduta da Cinzia Pagni sente la necessità di fare un salto di qualità e di proporsi come capofila di nuovi progetti autonomi di sviluppo per il Senegal. Con questo obiettivo, grazie al lavoro svolto da Giovanna Cantice rappresentante  ASeS in questa area, è stata aperta una sede per avere maggiore attendibilità e visibilità e sono stati attivati contatti e accordi con i responsabili delle comunità e con le autorità locali.

 

Sono stati organizzati  incontri con politici, responsabili dei villaggi e con i referenti italiani. Anche in questa seconda fase  gli obiettivi rimangono quello dello sviluppo rurale e  della sicurezza alimentare, che per poter trovare concretezza dovranno trovare una soluzione a due delle criticità del paese:  la carenza di acqua e la necessità di arginare l’inquinamento causato dalla massiccia presenza di plastica non riciclata, realtà drammatiche che stanno vanificando molti interventi

 

La strada è lunga e molti sono gli ostacoli, tuttavia la disponibilità e l’apertura dimostrata, non solo dalle autorità ma anche dalla stessa popolazione, fanno sperare in un futuro possibile. Un futuro che partendo proprio dalla terra, dalla valorizzazione di prodotti locali garantisca sicurezza alimentare, sviluppo, reddito, dignità e opportunità per questo paese